OLTRE IL TRAUMA : QUANDO IL CAMBIAMENTO DIVENTA UN OSTACOLO – COMPRENDERE IL DISTURBO DI ADATTAMENTO
Nel nostro post precedente abbiamo esplorato come un trauma profondo possa riconfigurare biologicamente il cervello, mantenendo il corpo in uno stato di ipervigilanza costante (DSPT). Esiste però un’altra forma di sofferenza, spesso sottovalutata, che non deriva da un evento catastrofico isolato, ma dalla difficoltà di “digerire” i cambiamenti significativi della vita.
La scienza lo definisce Disturbo di Adattamento.
Mentre il DSPT richiede una minaccia per la vita o l’integrità fisica, il Disturbo di Adattamento è una risposta patologica a eventi stressanti “ordinari” ma impattanti. È come se il meccanismo di coping, la nostra capacità di far fronte alle difficoltà, si inceppasse di fronte a una nuova realtà.
UN FILO CONDUTTORE NELLA SOFFERENZA
Il filo conduttore tra DSPT e Disturbo di Adattamento è la disregolazione del sistema nervoso a causa dello stress. In entrambi i casi, l’organismo fatica a ritrovare l’equilibrio. Tuttavia, nel Disturbo di Adattamento, l’evento scatenante è identificabile e i sintomi si sviluppano entro tre mesi, non persistendo oltre i sei mesi dalla fine dello stressor.
La sofferenza manifestata è sproporzionata rispetto all’evento, portando a una compromissione significativa del funzionamento sociale, scolastico o lavorativo.
IL CUORE DEL PROBLEMA: I CAMBIAMENTI NELL’INFANZIA E NELL’ADOLESCENZA
Bambini e ragazzi sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti, poiché il loro sistema nervoso e le loro capacità di coping sono ancora in fase di sviluppo. Eventi apparentemente “normali” per un adulto possono essere vissuti come veri e propri traumi da un giovane.
Facciamo degli esempi concreti:
CAMBIO DI CITTÀ: Implica la perdita della rete sociale, dei punti di riferimento, degli amici, dei luoghi familiari. È un lutto per il mondo che conoscevano.
CAMBIO DI SCUOLA: Significa affrontare un nuovo ambiente, nuovi insegnanti, nuovi compagni, diverse dinamiche sociali. Può generare ansia da prestazione, paura del giudizio, senso di isolamento.
Questi cambiamenti possono incidere profondamente sulla sfera psichica del bambino, alterando il suo comportamento e la sua visione del mondo. Se non elaborati correttamente, questi vissuti possono cristallizzarsi e influenzare lo sviluppo futuro.
CONSIGLI AI GENITORI: FARE CASO AI CAMBIAMENTI
Genitori, se notate cambiamenti nel comportamento dei vostri figli in seguito a un evento significativo (come un trasloco o un cambio di scuola), non sottovalutateli. Potrebbero essere segnali di un Disturbo di Adattamento.
A cosa prestare attenzione:
SBALZI D’UMORE: Tristezza improvvisa, irritabilità eccessiva, pianti frequenti.
ANSIA: Paure immotivate, difficoltà a separarsi dai genitori, disturbi del sonno (incubi, insonnia).
CAMBIAMENTI NELLA CONDOTTA: Aggressività, isolamento sociale, calo del rendimento scolastico, rifiuto di andare a scuola.
SINTOMI FISICI: Mal di testa o mal di pancia frequenti senza una causa organica.
Se vedete questi segnali, non esitate a parlarne con il vostro pediatra o con uno specialista. Una diagnosi precoce e un intervento mirato sono fondamentali per aiutare il bambino a sviluppare sane capacità di coping e per evitare che la condizione si cronicizzi o evolva verso quadri clinici più severi.
Aiutiamo i nostri figli a navigare i cambiamenti della vita con resilienza e salute mentale.
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